Sette autori scrutano chi siano i poveri in spirito, quelli che sono nel pianto, quelli che hanno fame e sete della giustizia, i miti, gli operatori di pace, i puri di cuore, i misericordiosi. Le beatitudini, definite anche «manifesto della felicità», sono una sfida all'uomo moderno, un invito a mettersi in ascolto di una parola «nuova», non necessariamente «alla moda». Ma tutto ciò ha ancora significato per chi vive nel terzo millennio?
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